Formazione obbligatoria

Formazione e aggiornamento, da diritto contrattuale ad obbligo legale. La legge 107 dispone che l'aggiornamento e la formazione debbano rientrare tra gli obblighi di servizio. Ma non ha previsto alcuna risorsa aggiuntiva per lo straordinario. E dunque, per evitare di sforare il budget del fondo di istituto, bisogna far rientrare la relativa prestazione nel monte delle 40 ore previste per le attività funzionali collegate ai lavori del collegio dei docenti. Anche a costo di ridurre il numero delle riunioni e delle attività. Prima dell'avvento della riforma Renzi, la questione della formazione e dell'aggiornamento veniva risolta qualificando tali attività come diritti e non come obblighi. Un escamotage che consentiva alle istituzioni scolastiche di evitare di retribuirle come ore di lavoro vere e proprie. Con l'entrata in vigore della legge 107, che rilegifica la materia, queste attività sono diventate veri e propri obblighi, che integrano la prestazione dei docenti. E dunque, adesso la formazione e l'aggiornamento rientrano a pieno titolo nel novero delle attività da retribuire.

 

La giurisprudenza se n'è già occupata in materia di formazione per la sicurezza. Ed ha condannato l'amministrazione scolastica a pagare lo straordinario a un gruppo di docenti che avevano frequentato un corso di formazione, prestando ore eccedenti rispetto al monte ore delle attività funzionali. Secondo il giudice, siccome la legge qualifica l'obbligo come formazione in servizio, le ore così impegnate «devono, in conclusione, qualificarsi come vere e proprie ore di lavoro aggiuntive rispetto a quelle contrattualmente previste e, come tali, devono essere retribuite (Tribunale di Verona, 46/2011)». Il parametro individuato dal giudice per fissare l'importo della retribuzione oraria è quello delle attività aggiuntive funzionali all'insegnamento: 17,50 euro l'ora. In definitiva, dunque, l'unico modo per non pagare ore aggiuntive è quello di far rientrare le attività nel monte delle 40 ore previsto dall'articolo 29, comma 3, lettera b) del contratto. Per le prime 40 ore, nulla è dovuto ai docenti interessati. Oltre tale limite, si matura il diritto a percepire 17,50 euro per ogni ora in più. Gli sforamenti, peraltro, sono molto frequenti. E ogni anno i dirigenti scolastici sono esposti al rischio di azioni legali. Che in sede civile non determinano alcun effetto. Ma in caso di soccombenza dell'amministrazione, possono determinare azioni di rivalsa davanti alla Corte dei conti, oltre che responsabilità di natura disciplinare.

 Fonte: ItaliaOggi del 22/9/2015

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