Ore eccedenti e sostituzione

Sono un docente di istituto secondario di secondo grado. Ho effettuato due ore di sostituzione di colleghi assenti e dal cedolino dello stipendio ho appreso che tali ore mi sono state retribuite con 27,09 lordi (pari a circa 1/78 del mio stipendio netto). Alla mia richiesta al dirigente scolastico di integrazione di tale retribuzione a 35 € lordi/ora derivante, a mio avviso, dal CCNL in vigore del 2006/2009 (giuridico) e 2006/2007 (economico) Capo VIII – Tabella 5 in cui è specificatamente menzionata tale voce «Ore aggiuntive per insegnamento e sostituzione di colleghi assenti», il dirigente ha risposto che sono da ritenere ancora valide molto più vecchie (Art.70 comme 3 CCNL 4.8.1995; Art. 6 DPR 10.4.1987 n.209; Art. 3 comma 10 DPR 23.8.1988 n. 399) che richiamano alla retribuzione con 1/78 dello stipendio lordo. Ho comunque fatto i conti e 1/78 del mio stipendio lordo sarebbero 41 €, mentre il loro calcolo deriva da 1/78 dello stipendio netto (appunto i 27,09 €). Chi ha ragione? Quali le strade per ottenere l’integrazione in caso fossi io ad avere ragione?

 

La normativa citata dall’amministrazione regola attualmente le cosiddette ore eccedenti. Vale a dire, le ore disponibili che residuano in organico dopo l’assegnazione dei docenti alle classi. Nel caso rappresentato dal lettore, la normativa di riferimento, invece, è costituita dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro che, a questo proposito, prevede che ogni ora di lezione prestata per sostituire altro docente debba essere retribuita nell’ordine di 35 euro lordi per ogni ora.

Carlo Forte

Fonte: ItaliaOggi del 4/11/2014

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