Malattia, il taglio di stipendio non può essere sempre evitato


l caso di una docente che è stata messa a riposto per 30 giorni.
L'assenza è esente da decurtazioni se dovuta a grave infermità.

Nella nostra scuola si è verificata la seguente situazione: un'insegnante di scuola dell'infanzia in servizio con contratto a tempo indeterminato è stata ricoverata 10 giorni in ospedale per essere sottoposta ad un intervento. Successivamente alle dimissioni dall'ospedale il medico di base le ha rilasciato un certificato di 30 giorni di convalescenza in conseguenza dei postimi dell'operazione. Viste le difficoltà interpretative della normativa, vorremmo sapere se alla suddetta docente debba, oppure no, essere applicata la riduzione stipendiale per i primi 10 giorni di convalescenza successivi alle dimissioni dall'ospedale.
lettera firmata

La risposta che segue è formulata nel presupposto che l'intervento ospedaliero sia stato dovuto a grave infermità.
Per il combinato disposto del comma 1 dell'art. 71 del decreto legge 25/6/2008, n. 112 e dell'art. 17, comma 9 del CCNL scuola 2006/2009 la decurtazione contributiva non opera per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedono terapie salvavita, comprendendo anche le giornate di assenza dovute agli effetti diretti e/o collaterali provocati dalle terapie.
A mio avviso, ogni altro periodo di malattia non riconducibile a tali ipotesi subisce le decurtazioni di cui al citato art. 71, comma 1 del decreto legge 112/2008.
Nicola Mondelli

Fonte: ItaliaOggi del 19/04/2016


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