
Scuola e trasporti. I dirigenti e gli studenti: i nuovi orari in classe non coincidono con quelli dei bus
Il Messaggero Veneto 22.02.2010
«La riforma delle superiori è nelle mani dell’Atap». La battuta circola nelle scuole di Pordenone, Spilimbergo, Maniago e Sacile: i quadri orari delle lezioni tagliate (27 o 32 a settimana) non corrispondono a quelli dei pullman. Giovedì la Consulta degli studenti incontrerà i vertici dell’Azienda trasporti, in città. La riforma è una questione di coincidenze, per il 70 per cento di 11 mila studenti, che è pendolare e rischia di rimanere a piedi. Per esempio, sulla linea San Vito al Tagliamento-Sacile, Fiume Veneto-Spilimbergo, Meduno-Pordenone, Brugnera-Sacile e altrove. Ci sono studenti sull’asse mobile Portogruaro-Cordenons, Maiano-Spilimbergo. «Il rischio è di partire alle 6.30 – ha messo l’altolà il presidente della Consulta, Riccardo Favaro – e rincasare alle 18. Chi avrà tempo per studiare?».
Grido di dolore, dalle scuole. «Abbiamo presentato varie proposte all’Atap, perché gli orari cambieranno a settembre 2010 – riferisce Vinicio Grimaldi, dirigente dell’Itc “Mattiussi” di Pordenone, che ha partecipato al primo incontro in Provincia –. Avremo 6 ore di 60 minuti di lezione in tutte le prime classi riformate. Idem per le classi intermedie seconde, terze e quarte, che subiranno riduzioni di orario per ragioni di risparmio decise dai ministri romani».
La proposta più semplice: orario di lezione 8-14 in 2 o 3 giorni a settimana e 8-13 gli altri per insegnare 32 ore nei tecnici e professionali. «Per scongiurare i rientri pomeridiani – ha aggiunto il capo di istituto Grimaldi –. Non giovano allo studio dei ragazzi».
Guai a scegliere il modello di 50 minuti orari delle lezioni, con il recupero delle frazioni. I collegi docenti sono avvisati allo sportello sindacale Flc Cgil. «Sarebbe un suicidio professionale scegliere le ore di lezione ridotte a 50 minuti con i recuperi – hanno suggerito a 2 mila insegnanti di ruolo e supplenti i sindacalisti Carla Franza e Gianfranco Dall’Agnese –. Si passerebbe da 18 ore a 21 ore, aumentando le classi per ogni professore e diminuendo quelle in organico per i precari annuali».
La riforma Gelmini, di epocale annuncia il caos negli orari e nelle casse delle scuole. «La bozza degli orari dei mezzi di trasporto è in discussione con l’Atap – hanno detto i dirigenti dei licei di Pordenone, Sergio Chiarotto e Francesco Andreoli –. Le risorse sono l’emergenza: ci sono scuole che hanno difficoltà di cassa per le spese ordinarie». (c.b.)
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