Contratto “Istruzione e Ricerca”: l’incontro all’ARAN sulla sezione Scuola

È iniziato giovedì 11 gennaio il confronto sul rinnovo contrattuale. L’ARAN ha presentato una bozza  di testo. La discussione si è incentrata sul metodo di lavoro.

All’incontro erano presenti per l’ARAN, il presidente dott. Gasparrini e la dott.ssa Gentile, per il MIUR, il dott. Pinneri; per le Organizzazioni Sindacali rappresentative, le segreterie nazionali.

Filo diretto sul contratto

Il confronto è partito su un testo proposto dall’ARAN, che ricalca in buona parte il testo della pre intesa siglata dalle Funzioni Centrali, ma presentato al tavolo esclusivamente in occasione dell’incontro, senza che ne fosse possibile una lettura preventiva.

Ciò ha impedito una discussione nel merito delle questioni, che invece si è incentrata sul metodo di lavoro.

Il dott. Gasparrini ha illustrato i punti caratterizzanti della proposta ARAN che presenta l’insieme delle clausole contrattuali integrate o modificate, in quanto compatibili con la norma legislativa. L’ARAN ha preferito questo sistema piuttosto che la riscrittura completa dell’attuale Ccnl.

La proposta manca della parte economica che potrà essere presentata solo dopo aver ricevuto l’integrazione dell’atto di indirizzo, tuttora in elaborazione da parte dei centri ministeriali, riguardanti le risorse aggiuntive stanziate dalla Legge di Bilancio 2018.

Il testo non è completo, ma risponde all’esigenza di dover far fronte per la prima volta ad un accordo unico che contempla al suo interno diverse sezioni (Università, Ricerca, AFAM e Scuola).

La nostra posizione

La FLC CGIL, insieme agli altri sindacati, ha espresso la propria contrarietà alla proposta ritenendola un arretramento rispetto all’accordo del 30 novembre 2016: continuiamo a ribadire l’esigenza di rendere attuali e esigibili tutte le materie previste come contrattazione nazionale integrativa dall’ex art.6 del CCNL. Dalla prima presentazione, si evidenzia che il testo sottoposto all’attenzione dei sindacati è fortemente piegato alle normative vigenti, con l’inserimento di una parte dedicata alle sanzioni disciplinari e alla valutazione della prestazione individuale, peraltro non prevista neanche dalla Legge Brunetta. Pertanto, da una prima lettura, è un testo integralmente e radicalmente da rivedere e modificare.

Abbiamo richiesto maggiore chiarezza nelle proposte, ma soprattutto nel metodo.

La nostra intenzione è quella di sottoscrivere un contratto a condizione che riconosca il lavoro e le professionalità di docenti, ATA e educatori; che valorizzi il ruolo degli organi collegiali e riapra spazi di democrazia e partecipazione tramite le RSU, limitati dalla Legge Brunetta e dalla Buona Scuola.

Dopo una pausa, dalle 17 in poi l’incontro prosegue sulle relazioni sindacali.

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