Istruzione professionale: Intesa in conferenza Stato – Regioni su qualifiche e diplomi professionali sussidiari

Prosegue l’iter per l’implementazione del riordino dei professionali previsto dalla Legge 107/15.

Come è noto il Decreto Legislativo 61/17 (“Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell'istruzione e formazione professionale, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera d), della legge 13 luglio 2015, n. 107”) prevede che al fine di realizzare l'integrazione, l'ampliamento e la differenziazione dei percorsi e degli interventi in rapporto alle esigenze e specificità territoriali, le istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale possono attivare, in via sussidiaria, percorsi di istruzione e formazione professionale per il rilascio della qualifica e del diploma professionale quadriennale.” (art. 4 comma 4).

I criteri generali per la realizzazione di tali percorsi sono definiti con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, adottato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome (art. 7 comma 1) . Lo stesso decreto deve definire anche i criteri generali “per favorire il raccordo tra il sistema dell'istruzione professionale e il sistema di istruzione e formazione professionale”.

Le modalità realizzative di tali criteri generali sono declinate territorialmente mediante appositi accordi tra Regione e Ufficio Scolastico Regionale “nel rispetto dell'esercizio delle competenze esclusive delle regioni in materia di istruzione e formazione professionale” (art. 7 comma 2).

Nella seduta dell’8 marzo scorso della Conferenza Stato Regioni è stata sancita l’Intesa prevista dall’articolo 7 comma 1 del D. Lgs. 61/17. Allegato all’Intesa vi è lo schema di decreto interministeriale che sarà emanato del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dell'economia e delle finanze, “recante criteri generali per favorire il raccordo tra il sistema dell'Istruzione Professionale e il sistema di Istruzione e Formazione Professionale e per la realizzazione, in via sussidiaria, di percorsi di istruzione e formazione professionale per il rilascio della qualifica e del diploma professionale quadriennale”.

Ricordiamo che in precedenza nella seduta del 21 dicembre 2017 era stata sancita l’Intesa in Conferenza Stato Regioni sul decreto applicativo dell’articolo 3 comma 3 del citato Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61.

La nostra scheda di lettura della bozza di provvedimentoCommento

Nonostante i tempi ristrettissimi, il MIUR conferma la scelta di andare comunque avanti nell’attuazione del decreto legislativo relativo all’istruzione professionale e al raccordo con l’istruzione e formazione professionale.

È ormai chiaro che le scuole non avranno alcuna possibilità di riflessione critica e consapevole su quanto sta accadendo, né di condividere scelte importanti che avranno riflessi duraturi sulle singole realtà scolastiche.

Le decisioni che si stanno prendendo sono effettuate nell’ambito di gruppi tecnici ristretti, il che conferma un approccio sbagliato ai processi di riforma del sistema educativo.

Nel merito, trova conferma come nonostante ci sia stata una forte riduzione delle iscrizioni agli istituti professionali, non vi saranno deroghe nelle costituzione delle classi prime, aspetto che in un segmento funestato da tassi di abbondono e dispersione molto elevati, è quanto di più errato si possa fare. Significativo nel provvedimento è il continuo richiamo al fatto che tutti gli interventi previsti non debbano determinare nuovi e maggiori oneri a carico delle finanze pubbliche.

Si continua a mettere appaiati l’alternanza scuola lavoro e l’apprendistato. Di fatto si conferma una scelta obsoleta secondo cui l’alternanza non può che collocarsi unicamente nell’area delle discipline tecnico-professionali.

Positive sono le seguenti previsioni che danno una risposta, seppure non totalmente soddisfacente, alle richieste della FLC CGIL

  • la possibilità di acquisire nell’ambito delle ore destinate al progetto Formativo Individualizzato (PFI) e degli spazi di autonomia dei percorsi quinquennali, crediti formativi necessari per l’accesso agli esami di qualifica e diploma professionale. Occorre che questa possibilità sia ben declinata negli accordi tra Regione e relativo USR
  • le modalità semplificate di accreditamento delle istituzioni scolastiche che vanno dall’accreditamento automatico fino all’utilizzo del RAV ai fini della certificazione del sistema di gestione della qualità
  • il pertinente richiamo al ruolo di proposta del collegio dei docenti per l’assegnazione dei docenti alle classi anche a quelle di IeFP sussidiaria
  • l’organizzazione di percorsi specifici di IeFP nell’ambito dell’istruzione degli adulti
  • le possibili sinergie con la formazione professionale regionale.

Infine da segnale che seppure come possibilità residuale, non è affatto chiaro come la Regione possa caricarsi degli oneri nel caso in cui per la realizzazione dei percorsi di IeFP sussidiaria, emerga un maggiore fabbisogno di personale rispetto alle dotazioni organiche assegnate a livello statale.

                                                        

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