Tribunale di Macerata: il diritto alla ricostruzione di carriera non va in prescrizione

E' quanto stabilito a seguito di ricorso patrocinato dalla FLC CGIL locale.

Una docente ha presentato ricorso presso il Tribunale di Macerata, con l’ausilio dell’ufficio legale della FLC CGIL, poiché dal 1998, anno della sua immissione in ruolo, non le era mai stata effettuata la ricostruzione di carriera. Nella causa l’Amministrazione si è difesa sostenendo che non risultava che la ricorrente avesse mai presentato richiesta di ricostruzione di carriera e che comunque ogni suo diritto era venuto meno perché non esercitato entro il termine di 10 anni così come previsto dalle norme sulla prescrizione.

Il Tribunale invece ha dato ragione alla ricorrente perché, per giurisprudenza consolidata in Cassazione, l’anzianità di servizio del lavoratore, presupposto per il conseguimento di determinati diritti quali gli scatti di anzianità, configura un mero fatto giuridico, che non ricade sotto il regime della prescrizione, con la conseguenza che anche nell’ipotesi di prescrizione dell’aumento retributivo derivante da uno o più scatti retributivi, il lavoratore ha comunque diritto che gli aumenti retributivi commisurati agli scatti successivi vengano liquidati come se gli scatti precedenti fossero stati corrisposti.

Sulla base di ciò il Tribunale di Macerata ha condannato il MIUR ad emanare il decreto di ricostruzione di carriera in favore della ricorrente includendovi tutti gli anni di servizio utili alla carriera e a riconoscere le differenze stipendiali per il periodo pregresso nei limiti della prescrizione quinquennale.

                                                         

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