Per i diplomati magistrali un “decreto dignità” poco dignitoso. Il Governo rinvia senza risolvere il problema

Comunicato stampa della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza CGIL.
Roma, 3 luglio - Si apprende da un comunicato stampa del MIUR che con il
 “decreto dignità” approvato ieri dal Consiglio dei Ministri “viene
esteso al caso dei diplomati magistrali quanto già previsto dal decreto
legge 669/1996, che concede alle amministrazioni dello Stato di
ottemperare all’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali entro 120
giorni dalla data di comunicazione del titolo esecutivo”
.



Se così fosse, gli effetti delle sentenze di merito che riguardano i
diplomati magistrali subirebbero uno slittamento di 4 mesi ma la
conseguenza, ovvero la perdita di lavoro per migliaia di docenti entro
la fine del 2018, rimarrebbe immutata.



La soluzione adottata risulterebbe poco dignitosa per i tanti docenti
che aspettavano una risposta definitiva dal nuovo Governo e sarebbe
profondamente inadeguata al fine di garantire il regolare avvio
dell’anno scolastico poiché i diplomati magistrali rimarrebbero in
servizio per un breve periodo con l’angoscia di essere licenziati di lì a
poco.



Erano altre le risposte necessarie, ovvero un provvedimento che
effettivamente mettesse in sicurezza l’anno scolastico e l’avvio di un
percorso di stabilizzazione in grado di coinvolgere tutti gli abilitati e
di dare una certezza occupazionale al personale coinvolto. Ma il
Governo ha deciso di non decidere, con gravi ripercussioni per le scuole
e per gli interessati.



Come FLC CGIL chiediamo al Ministro di intervenire in maniera risolutiva
e positiva al fine di dare serenità agli interessati e consentire che
l’anno scolastico si avvii in un clima di tranquillità e fiducia per le
scuole.

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