Inps, task force per definire 600 mila posizioni incerte

La novità è diventata pienamente operativa da quest'anno
La novità è diventata pienamente operativa da quest'anno: tocca all'Inps
accertare il diritto alla pensione del personale della scuola. Le
prestazioni degli insegnanti e degli altri lavoratori vengono definite
sulla base dei dati presenti sul conto assicurativo degli interessati e
l'istituto deve collaborare con il ministero dell'Istruzione e con le
scuole, a cui spetta l'invio delle informazioni aggiuntive necessarie.
Un passaggio che come accade nella pubblica amministrazione incontra
problemi di rodaggio, ma che fa parte in realtà di un disegno più ampio:
ridare certezza in materia pensionistica non solo ai lavoratori della
scuola ma ad una porzione ancora più consistente di dipendenti
pubblici. 

IL CALCOLOPer molti di loro infatti la pensione è avvolta
dall'incertezza, che non riguarda tanto la data in cui sarà possibile
lasciare il lavoro, ma i versamenti contributivi che saranno usati come
base per calcolare il futuro trattamento e che condizionano anche il
raggiungimento dei requisiti richiesti. Sono infatti potenzialmente
incomplete o inesatte le informazioni che riguardano oltre un milione di
dipendenti in attività. La conseguenza è che le amministrazioni fanno
tuttora i conteggi a poche settimane dal momento dell'uscita e la
pensione viene spesso liquidata su base provvisoria, in attesa di un
calcolo definitivo che può arrivare anche dopo molti mesi. L'Inps (nel
quale dal 2012 è confluita l'Inpdap e quindi la gestione dei dipendenti
pubblici) ha deciso all'inizio di quest'anno di porre fine a questa
situazione avviando il progetto Estratto conto dei dipendenti pubblici.
Non sarà un lavoro breve e nemmeno facile, tant'è vero che l'orizzonte
temporale su cui si sta ragionando è di tre anni, periodo nel quale
saranno impegnati in prima linea, accanto ad altri dipendenti
dell'istituto, 250-280 lavoratori interinali assunti per l'occasione. Le
criticità riguardano in particolare il comparto Difesa e sicurezza (450
mila posizioni da popolare per i periodi precedenti al 2012), la
scuola, con 595 mila posizioni del ministero dell'Istruzione che
dovranno essere popolate e normalizzate, e il ministero della Giustizia
in cui si concentra il grosso delle ulteriori 225 mila posizioni da
verificare.

LE AMMINISTRAZIONIIn sintesi, si tratta di acquisire dalle
amministrazioni interessate le informazioni relative a retribuzioni e
contributi del passato (soprattutto prima del 2005), portarle in formato
digitale, controllare errori e incongruenze: la mole di documenti
coinvolti per una platea così vasta dà da sola l'idea di quanto il
progetto sia impegnativo. Ma poi per ricostruire esattamente le carriere
sarà necessario un lavoro ulteriore, esaminare le oltre 400 mila
domande di riscatto, ricongiunzione e computo (queste ultime sono quelle
che riguardano servizi resi alle dipendenze dello Stato in posizione
non di ruolo). Dopo tutti questi passaggi gli interessati riceveranno il
proprio estratto conto contributivo e avranno in prospettiva due
vantaggi: la riduzione dei tempi necessari per l'erogazione della
prestazione previdenziale, al momento di lasciare il lavoro e la
possibilità - già durante il periodo di servizio - di farsi un'idea di
cosa li attende alla fine della carriera lavorativa in termini di
trattamento economico. E quindi fare le scelte conseguenti per quanto
riguarda ad esempio il riscatto della laurea o la previdenza integrativa
e più in generale prendere le decisioni sulla vita futura con maggiore
consapevolezza.

Luca Cifoni

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