Scuole, l'appello per l'autunno: «Basta con gli istituti-spezzatino»


Il Gazzettino del 11/07/2018

PORDENONE Il mondo della scuola non va in vacanza, ma già si affrontano i problemi per l'autunno. Il dato più preoccupante, secondo l'osservatorio della Flc-Cgil in via San Valentino, riguarda le strutture scolastiche, troppo poche e a volte inadeguate per rispondere alle esigenze di moderni istituti. E' ora che finisca la politica del rattoppo ha dichiarato Mario Bellomo, segretario provinciale della Flc è giunto il momento di attuare un piano territoriale a lungo respiro che coinvolga le organizzazioni sindacali, le amministrazioni e i genitori affinché le scuole siano tutte in sicurezza e rispettose delle esigenze degli allievi. Per fare alcuni esempi, il Leopardi-Majorana meriterebbe una sede più confortevole e unitaria, laddove l'affitto è caro, il liceo Galvani dovrebbe avere una sede autonoma, l'Istituto Flora dovrebbe essere aumentato, visto il progetto rimasto sulla carta e, in generale, tutte le scuole superiori, in specie gli istituti professionali coinvolti dalla riforma, dovrebbero avere maggiori spazi per i lavoratori. La Flc-Cgil punta il dito sulla scuola media Lozer, bene i finanziamenti per la progettazione, ma si interroga, su quando verrà realizzato il nuovo manufatto, senza peraltro spostare gli studenti e potendo creare problemi di sicurezza. Dieci anni sono troppi per far restare i ragazzi alla Lozer, ha puntualizzato Bellomo, auspicando un confronto proprio ora che amministrazione comunale e regionale sono allineate. Gli istituti professionali secondo la normativa da settembre potranno rivedere i quadri orari, ma la circolare applicativa al momento non si è vista e con il cambio al governo, forse qualcosa potrà cambiare. A questo proposito Bellomo ha auspicato che nessuno applichi la norma per evitare il caos, anche perché al momento mancherebbero ancora gli organici. Certo che un nuovo corso per gli istituti professionali è necessario in concordanza con le esigenze del mercato del lavoro: mancherebbero, difatti, meccanici, idraulici, elettrotecnici e figure specializzate. Sul fronte del personale le preoccupazioni salgono dal vertice alla base. Il 23 luglio parte il test preselettivo del concorso a dirigente scolastico, 460 i partecipanti in regione, un centinaio in provincia per 2425 posti su tutto il territorio nazionale. Grande l'aspettativa per il concorso, visto che al momento in provincia ci sono 24 dirigenti su 42 scuole, chiaro che la situazione si fa drammatica, viste le aumentate responsabilità delle figure apicali. In aumento anche le scuole sprovviste di personale dsga, due sono andati in quiescenza quest'anno e otto andranno il primo settembre. «Ci auguriamo che il concorso appena annunciato dal ministro dell'Istruzione Bussetti ha dichiarato Bellomo parta al più presto, perché le segreterie sono al collasso, anche in virtù della documentazione relativa ai vaccini. Del resto, il presidio davanti al Prefetto ha dato esito positivo, con la proroga di 20 tra collaboratori scolastici e amministrativi, tuttavia le scuole versano in gravi difficoltà. Ancora una volta vi è una riduzione dell'organico di diritto degli Ata con 15 collaboratori in meno in regione e cinque in provincia. «Ci sono problemi di vigilanza spiega il segretario della Flc-Cgil e di difficoltà a mandare avanti le segreterie durante il periodo estivo, quando gli uffici devono restare aperti». L'Istituto comprensivo di Meduno ha il personale ridotto all'osso e rischia la chiusura estiva, la situazione riguarda le scuole periferiche in cui scende il numero di allievi e, dunque, ci sono presenti solo un paio di amministrativi per ogni realtà scolastica.Sara Carnelos

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