Concorso ordinario scuola primaria e dell’infanzia: il MIUR fornisce l’informativa sul regolamento

Il concorso sarà selettivo e non prevede requisiti di servizio, e in prospettiva verrà bandito su base regionale ogni due anni.

Le Organizzazioni Sindacali sono state convocate ieri, 28 novembre 2018, per l’informativa sul concorso ordinario per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria.

Al concorso potranno partecipare i laureati in scienze della formazione primaria e i diplomati magistrali entro l’a.s. 2001/2002. Per i posti di sostegno potranno concorrere i candidati in possesso della specializzazione.

Il concorso sarà selettivo e non prevede requisiti di servizio, e in prospettiva verrà bandito su base regionale ogni due anni. In prima applicazione il concorso verrà bandito solo nelle regioni in cui le graduatorie di merito del concorso 2016 siano esaurite oppure tali da non soddisfare il fabbisogno della scuola prevedibile per il biennio successivo.

L’articolazione del concorso prevede:

  • una prova pre-selettiva computer-based, che verrà prevista solo nei casi in cui a livello regionale il numero dei candidati sia superiore di tre volte il numero dei posti messi a concorso.
  • Una prova scritta della durata di 180 minuti composta da tre quesiti:
    1. per i posti comuni, due quesiti aperti che valutano conoscenze e competenze didattiche in relazione alle discipline insegnate nella scuola primaria e ai campi di esperienza nella scuola dell’infanzia
    2. per i posti di sostegno, due aperti inerenti le metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità e le procedure volte all’inclusione
    3. sia per posti comuni che per sostegno, un quesito a risposta chiusa con 8 domande volto a verificare la comprensione in lingua inglese almeno al livello B2 del Quadro comune Europeo di riferimento per le lingue.
  • Una prova orale, distinta per posti comuni e sostegno, con una durata di 30 minuti, che consiste nella progettazione di un’attività didattica, con l’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche, metodologiche ed esempi di uso delle TIC. È previsto anche l’accertamento della conoscenza della lingua inglese.

Punteggi: le commissioni avranno a disposizione 100 punti, 40 per le prove scritte, 40 per l’orale e 20 per i titoli. Nella bozza di tabella di valutazione dei titoli non sono previsti titoli di servizio.

Il contingente di posti, annunciato nel comunicato stampa del MIUR del 10 novembre, è pari a 10.183 unità: 5.626 posti comuni e 4.557 di sostegno. L’amministrazione ci ha inoltre informato del fatto che tra gli iscritti nelle seconde fasce d’istituto i docenti abilitati privi dei due anni di servizio sono circa 130.000.

Le nostre osservazioni.

Abbiamo fatto presente al MIUR che la prova preselettiva rischia di escludere tanti candidati che potrebbero essere bravissimi docenti, poiché non verte su contenuti didattici o disciplinari. Ne abbiamo chiesto la cancellazione.

Abbiamo chiesto di valorizzare la laurea in Scienze della formazione primaria, visto che molti laureati sono rimasti esclusi dal concorso straordinario che ha previsto lo sbarramento dei due anni di servizio da noi non condiviso.

Abbiamo sollevato il problema del pagamento con compensi dignitosi dei commissari, sottolineando che in mancanza di esoneri dal servizio e di compensi significativi, sarà difficile istituire le commissioni e questo rallenterà le procedure del concorso. Abbiamo anche proposto all’amministrazione di utilizzare i risparmi che il MIUR ha ottenuto dalla revisione del decreto legislativo 59/17 sul FIT per incrementare i compensi delle commissioni del concorso, al fine di accelerare i tempi di svolgimento della procedura.

Rimane ferma per noi la valutazione per cui una procedura concorsuale snella, senza lo sbarramento dei due anni, avrebbe ridotto il ricorso al contenzioso e garantito pari opportunità a tutti i diplomati magistrali e laureati in scienze della formazione primaria, che sono parimenti docenti abilitati.

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