Quota 100 e anticipo liquidazione del Tfs/Tfr: il Governo non ha ancora stipulato l’accordo quadro con le banche

È importante restituire a tutti i lavoratori del pubblico impiego tempi brevi per la riscossione del Tfs/Tfr.

Il decreto legge 4 del 28 gennaio 2019, sulla così detta quota 100, prevede che il personale del pubblico impiego che andrà in pensione dall’aprile del 2019 (dal primo settembre 2019 per la scuola) possa presentare richiesta di finanziamento per un importo massimo di 45.000 euro, quale anticipo del Tfs/Tfr.

Tale erogazione, che si configura come un prestito garantito dallo Stato, sarà subordinata al rilascio da parte dell’INPS di apposite certificazioni, andrà richiesta alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo, beneficerà dell’applicazione di un tasso d’interesse “agevolato” e di una riduzione della tassazione finale compresa tra l’1,5% ed il 7,5%.

Ma a tutt’oggi non si hanno notizie dell’accordo quadro che doveva essere stipulato entro il 29 maggio 2019 ed è pertanto urgente un decreto ministeriale che attui le norme del DL 4/19, considerando che chi andrà in pensione con “quota 100” potrebbe aspettare anche sei anni per ottenere la propria liquidazione!

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Siamo comunque convinti che l’anticipo finanziario non risolva il problema dei tempi di liquidazione del Tfs e Tfr per i lavoratori del pubblico impiego.
Per risolvere questa ingiustizia continueremo a rivendicare un intervento normativo che preveda una riduzione dei tempi di pagamento che devono essere adeguati a quelli dei lavoratori del settore privato.

                                                        

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