Lavoro nero: su 526 ispezioni 238 illeciti
Il Messaggero Veneto, 15 febbraio 2012
Su 526 ispezioni eseguite tra le imprese pordenonesi nel 2011, in ben 238 sono state rilevate irregolarità e contestati illeciti. A dirlo è la commissione nazionale di coordinamento sull’attività di vigilanza che ha presentato, nei giorni scorsi, il proprio rapporto annuale: 338 i lavoratori irregolari individuati, tra cui 2 minori e 1 clandestino, 131 i lavoratori in nero. Ma il report dice anche altro, ad esempio per la prima volta «si ammette, da parte del ministero del Lavoro, che l’esplosione dei rapporti a chiamata e con vouchers rappresenta una destrutturazione di rapporti di lavoro stabili e tutelati, forme di lavoro tanto acclamate dal nostro governo regionale - commenta Giuliana Pigozzo, segretario provinciale della Cgil -. Per chi, come la nostra organizzazione, spesso in totale isolamento, questa tesi l’aveva sostenuta negli anni passati, queso è motivo di preoccupante soddisfazione. Ma soprattutto ha un enorme valore nell’attuale confronto in corso con le associazioni datoriali e il governo sulla rivisitazione/cancellazione delle tipologie d’impiego. E dovrebbe suscitare analoga attenzione in sede locale. I dati della commissione nazionale forniscono una base “oggettiva” alla distinzione, tra la invocata “cattiva flessibilità” da penalizzare per mantenere invece quella cosiddetta “buona”». Infine, con riferimento agli obiettivi della vigilanza assegnati al Friuli Venezia Giulia per l’anno in corso, «a nostro avviso va valutata la congruità ed anche se sia coerentemente necessario un intervento da parte della direzione regionale del Lavoro affinché essi siano rivisti e/o completati». (e.d.g.)
Su 526 ispezioni eseguite tra le imprese pordenonesi nel 2011, in ben 238 sono state rilevate irregolarità e contestati illeciti. A dirlo è la commissione nazionale di coordinamento sull’attività di vigilanza che ha presentato, nei giorni scorsi, il proprio rapporto annuale: 338 i lavoratori irregolari individuati, tra cui 2 minori e 1 clandestino, 131 i lavoratori in nero. Ma il report dice anche altro, ad esempio per la prima volta «si ammette, da parte del ministero del Lavoro, che l’esplosione dei rapporti a chiamata e con vouchers rappresenta una destrutturazione di rapporti di lavoro stabili e tutelati, forme di lavoro tanto acclamate dal nostro governo regionale - commenta Giuliana Pigozzo, segretario provinciale della Cgil -. Per chi, come la nostra organizzazione, spesso in totale isolamento, questa tesi l’aveva sostenuta negli anni passati, queso è motivo di preoccupante soddisfazione. Ma soprattutto ha un enorme valore nell’attuale confronto in corso con le associazioni datoriali e il governo sulla rivisitazione/cancellazione delle tipologie d’impiego. E dovrebbe suscitare analoga attenzione in sede locale. I dati della commissione nazionale forniscono una base “oggettiva” alla distinzione, tra la invocata “cattiva flessibilità” da penalizzare per mantenere invece quella cosiddetta “buona”». Infine, con riferimento agli obiettivi della vigilanza assegnati al Friuli Venezia Giulia per l’anno in corso, «a nostro avviso va valutata la congruità ed anche se sia coerentemente necessario un intervento da parte della direzione regionale del Lavoro affinché essi siano rivisti e/o completati». (e.d.g.)


