Telecamere negli asili e nelle scuole dell’infanzia: il ministro annuncia lo stanziamento di fondi per l'installazione

Si tratta di uno strumento che compromette la qualità della relazione educativa, alimentando il discredito e la sfiducia nei confronti delle istituzioni scolastiche ed educative.

Nel giorno in cui un autorevole report denuncia lo stato pietoso dell’edilizia scolastica nel nostro Paese, con un crollo ogni tre giorni di scuola, due nidi su cinque privi di certificazione, rilevando una cronica, oggettiva, strutturale condizione di insicurezza, il ministro Fioramonti annuncia di aver firmato un atto per destinare risorse all’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle strutture educative e scolastiche dell'infanzia 

Ci aspettavamo piuttosto, da parte sua, un atto di responsabilità che cancellasse le misure introdotte con inaccettabili forzature nella legislazione recente, come l’avere previsto tra i commi di una legge sulle opere pubbliche, cosiddetta salvacantieri, lo stanziamento di diverse decine di milioni di euro da assegnare ai Comuni per dotare di telecamere asili nido e scuole dell’infanzia.

Riteniamo inquietante la logica sottesa a un tale provvedimento, dove la cultura del sospetto e del costante controllo esterno si sostituisce alla comunità educante e dove la paura prende il posto dell’educazione e della professionalità.

Non è scuola libera e non è pedagogicamente accettabile una didattica che si presta sotto sorveglianza.

Le risorse per la sicurezza e il benessere delle bambine e dei bambini devono essere investite per qualificare, fisicamente e pedagogicamente, gli ambienti di apprendimento, per valorizzare il lavoro e creare condizioni in cui la relazione pedagogica e il patto educativo tra istituzioni e famiglie si fondino su fiducia, condivisione, collaborazione.

Sarebbe una grave responsabilità politica, da parte del ministro, procedere nella direzione di alimentare la diffidenza e diffondere il discredito nei confronti degli insegnanti.

Lo invitiamo, al contrario, a mettere in campo azioni per riconoscere e valorizzare il loro lavoro per quel moltissimo che vale e rendere la scuola un luogo accogliente e bello, in cui ciascuno abbia il piacere e la felicità di entrare e restare insieme agli altri.

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