Concorso riservato ai facenti funzione DSGA, precisazioni su articolo di Sergio Rizzo

Il Segretario generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli, scrive al Direttore de “La Repubblica” sui contenuti di un articolo contenente diverse inesattezze e conclusioni affrettate.

Gentile Direttore,
le chiediamo ospitalità per brevi precisazioni circa l’articolo di Sergio Rizzo apparso sul supplemento Affari e Finanza del 21 ottobre 2019 a proposito del concorso dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) della scuola e della procedura riservata a beneficio dei cosiddetti ‘facenti funzione’ di DSGA.
Per completezza di informazione aggiungiamo che i vincitori del concorso non saranno scavalcati dai facenti funzione poiché questi ultimi, selezionati attraverso un concorso riservato, saranno collocati in coda alla graduatoria del concorso ordinario, come risulta chiaramente dall’Intesa Miur-Sindacati Scuola del 1° ottobre scorso.
Inoltre, è opportuno sapere che i facenti funzione non sono privi di merito e di titoli per aspirare al posto di DSGA. Infatti, per partecipare al concorso riservato gli aspiranti devono aver prestato almeno tre anni di servizio come facenti funzione, esperienza che a volte va ben oltre i dieci anni, e anno dopo anno, devono essere ritenuti idonei - dall’Amministrazione e dai Revisori dei Conti che verificano con visite annuali la qualità del loro lavoro - a svolgere la funzione di DSGA.
In alcuni casi essi sono costretti ad accettare l’incarico, pena una sanzione in caso di rifiuto, e ciò perché per circa venti anni (dal 2000, da quando cioè esiste la figura del DSGA) il MIUR non ha mai bandito il concorso preferendo ricorrere ai cosiddetti Assistenti Amministrativi facenti funzione di DSGA, talora sfruttandoli poiché l’indennità a loro dovuta per questo incarico superiore il più delle volte non è stata corrisposta.
Abbiamo costantemente, in questi lunghi venti anni, sollecitato il Ministero a bandire il concorso, perché questa è la strada maestra per fare largo ai giovani. Ma il MIUR non ha voluto ascoltarci. Al contrario ha preferito lucrare qualche risparmio, generando inevitabilmente legittime aspirazioni ad un riconoscimento per il lavoro svolto o la richiesta di partecipare ad una selezione riservata (ma comunque selezione!) come peraltro prevedono leggi ordinarie.
Sgombrato il campo dalle storture create dalle inerzie governative, si indìcano ora regolari concorsi ordinari ogni due anni. E non se ne facciano passare altri venti.

Il Segretario generale FLC CGIL
Francesco Sinopoli