Presidi: in pensione a fine anno scolastico Tassan Viol e Cibin

La Flc Cgil: sarà un esodo e coinvolgerà duecento persone
Nell'elenco compaiono anche le due storiche dirigenti

Il Messaggero Veneto del 31/10/2019

Fuga dalla scuola in Friuli Occidentale: la Flc-Cgil prevede oltre 200 pensionamenti con dosi massicce di insegnanti, amministrativi e bidelli a quota 100. Controcorrente il settore dirigenti, con due pensionamenti, ma illustri, annunciati al liceo Leopardi-Majorana per Teresa Tassan Viol e nell'istituto comprensivo Torre-Pordenone per Lucia Cibin. Diranno addio all'istruzione due colonne dell'istruzione che hanno dedicato la vita professionale alla buona scuola di Pordenone, quella che si misura con il metro dell'efficienza, organizzazione, fattore umano per fare squadra e contatore degli iscritti. Indiscusse le stelle di qualità totale raggiunte dalla formazione liceale in piazza Maestri del Lavoro e nel comprensivo a Torre (va da sé che è un'altra la pagella sulle strutture edilizie). La fila dei dirigenti aspiranti al Leopardi-Majorana si ingrossa. «Tre dirigenze in cerca dei titolari il primo settembre 2020 - ha anticipato Gianfranco Dall'Agnese mago delle pensioni allo sportello Flc-Cgil -. Saranno libere fra dieci mesi le dirigenze al liceo Leopardi-Majorana e comprensivo Torre per raggiunti limiti di carriera delle attuali titolari. Si aggiunge anche il comprensivo di Prata che è vacante da molti anni e ha la gestione 2019-2020 del dirigente reggente Giovanni Dalla Torre».Le successioni sono difficili da indovinare. «Sono prevedibili nuove nomine dalla graduatoria dei vincitori del concorso nazionale per capi di istituto - ha consultato la norma Dall'Agnese -. Quasi tutti gli altri dirigenti nelle scuole territoriali hanno i contratti triennali di incarico in corso. L'ipotesi di cambiare sede di nomina dopo un paio di anni a un dirigente aspirante al Leopardi-Majorana o comprensivo Torre è tutta da giustificare». La successione al liceo Leopardi-Majorana è una partita aperta: due donne e un uomo gli aspiranti in corsa per la prestigiosa dirigenza in piazza Maestri del Lavoro. «I problemi sono quelli dei pensionati 2019 con "quota 100" - ha segnalato Dall'Agnese -. Era prevista entro due mesi la liquidazione di un congruo anticipo della cosiddetta liquidazione: 45 mila euro medi che non sono stati accreditati. Nemmeno al settore sanitario dove tanti pensionamenti risalgono alla primavera scorsa».Nel biennio 2018-2019 si contano 450 pensionati nel settore istruzione e circa mille nel Pubblico impiego locale: tutti in attesa di arretrati. «Danno e beffa per 1. 500 pordenonesi - conclude amaro il sindacalista -. Ritardi ingiustificabili del bonus pensione. Non si possono nemmeno incassare gli interessi»

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