Telecamere a scuola? I sindacati insorgono

Il consiglio comunale boccia la proposta della Lega. Bellomo (Flc-Cgil): «Inquietante la cultura del sospetto stile Grande fratello»

Il Messaggero Veneto del 31/10/2019

Budoia. Stop alle telecamere nella scuola d'infanzia e primaria a Budoia: il consiglio comunale ha bocciato la mozione della Lega che anticipa la proposta di legge, ferma al Senato, che prevede la videosorveglianza nei nidi, sezioni d'infanzia e case di riposo.Il sindaco Ivo Angelin proprio non ne vuole sapere di sorpassare la macchina legislativa del Parlamento. Ci sono i soldi, di fatto e manca la legge. «Otto voti contrari e quattro favorevoli alla mozione leghista che avevo consigliato di ritirare in apertura di seduta consiliare - ha confermato il primo cittadino Angelin -. Era stata presentata dai consiglieri Davide Fregona, Elisa Martin, Francesco Usardi e Antonio Zambon per installare la videosorveglianza nella scuola elementare e asilo comunale». La mozione leghista ha proposto la videosorveglianza a circuito chiuso in orario di servizio come deterrente e tutela alle violenze in aula. «Impensabile - ha tagliato corto sulla mozione il sindaco di Budoia - anticipare i tempi istituzionali. Anche per la complessità di regolamenti e intese istituzionale che per questa proposta di legge è facile prevedere». A Roma c'è la copertura finanziaria ma manca ancora il via libera alla legge. Nell'attesa dell'approvazione che dovrebbe rendere obbligatoria l'installazione di videocamere in aula, il Parlamento nel convertire il legge il decreto "sbloccantieri" ha istituito un fondo apposito con una dotazione di cinque milioni di euro 2019 e 15 milioni per l'arco 2020-2024. «A livello regionale - è il dettaglio di Angelin - ci sono risorse che verranno distribuite per evitare di perdere il finanziamento». Il fondo è destinato all'erogazione a favore dei Comuni delle risorse finanziarie "occorrenti - dice un articolo della legge - per l'installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso in ogni aula di scuola e per l'acquisto di apparecchiature finalizzate alla conservazione delle immagini per un periodo temporale adeguato». Insorge anche il sindacato Flc-Cgil: l'obiettivo è quello di bloccare altre iniziative nei Comuni in Friuli occidentale. «È inquietante la cultura del sospetto e controllo in stile "Grande fratello" - ha attaccato Mario Bellomo, il segretario della Flc-Cgil - che con le telecamere si sostituisce alla comunità educante. La paura prende il posto dell'educazione e fiducia. Non è scuola libera, è inaccettabile la didattica sotto sorveglianza».

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