Sicurezza a scuola, in bagno a orari stabiliti

Il gazzettino del 31/10/2019

SORVEGLIANZA
PORDENONE Sale la preoccupazione per la gestione della sorveglianza delle scuole, sia per arginare il giro di droga che circola in diversi istituti, sia in seguito al terribile incidente accaduto a Leonardo, il bambino che tornando in aula da solo è volato dalle scale della scuola elementare Pirelli a Milano. Del resto a Pordenone la situazione non è diversa dalle tante realtà nazionali. Manca personale addetto alla sorveglianza e capita spesso di non trovare nemmeno un bidello per piano. E così è scattato il fai da te da parte di alcuni presidi che per evitare problemi hanno emesso alcune circolari. In pratica vengono stabiliti degli orari precisi per uscire dalla classe e andare in bagno. Il perchè è presto spiegato: uscire dall'aula comporta un pericolo. Se per i più piccoli, ovvero gli studenti di asili, scuole d'infanzia e primaria si temono episodi simili a quello accaduto a Milano, per i più grandi, la paura è diversa, ovvero vendita e consumo di droghe all'interno degli edifici scolastici. Da qui le circolari. 
IL SINDACATOI dirigenti si stanno mobilitando ha spiegato Mario Bellomo, segretario provinciale della Flc-Cgil - per fare uscire dalla classe gli studenti secondo orari prestabiliti, ci sono pervenute dal personale scolastico informazioni su strane indicazioni in materia di sicurezza che, pur condividendo la preoccupazione, non riteniamo attuabili. Allarma il fatto che ogni dirigente stia facendo a modo suo. Dal canto nostro verificheremo sul campo una ad una le indicazioni date dai presidi. Anche perchè le necessità fisiologiche, inutile dirlo, non sono compatibili con la presenza o meno nei corridoi del personale scolastico di sorveglianza. Praticamente tutte le scuole del territorio sono realizzate su almeno due livelli e non è possibile con il personale a disposizione un controllo attento lungo le scale. Stesso discorso sul fronte dei controlli nei bagni per i ragazzi più grandi.
LA SORVEGLIANZAI corridoi non sono sorvegliati durante tutte le ore scolastiche e nel giro di dieci anni vi è stato il taglio di oltre mille collaboratori scolastici, ha tuonato Gianfranco Dall'Agnese della Flc-Cgil. Venerdì prossimo all'istituto Mattiussi è stata indetta un'assemblea unitaria di Cgil, Cisl, Snals, Gilda per affrontare i problemi della sicurezza delle scuole. I docenti stanno manifestando in questi giorni preoccupazione perché gli studenti non si possono controllare tutto il tempo. Un solo docente per 25-30 studenti è troppo poco, ma se tante sono state le promesse politiche per ridurre il numero di allievi per classe, nulla è stato fatto, così non è raro trovare classi da trenta ragazzi. 
IL PERSONALE«E' necessario ha puntualizzato Bellomo contrastare le classi pollaio per ragioni di sicurezza, ma anche aumentare il personale Ata, sono necessari almeno due collaboratori scolastici in più per ogni scuola, ovvero un'ottantina nel pordenonese e una quarantina di amministrativi, minimo uno per scuola, dato che si devono sobbarcare pratiche di competenza dell'Inps, come le liquidazioni del personale. Il sistema arranca e il pericolo è in agguato. Alcune scuole sono corse ai ripari facendo doppi turni di sorveglianza settimanali ai docenti durante la ricreazione, ma quel preoccupa è proprio l'uscita degli studenti dalla classe. In quel momento senza sorveglianza potrebbe accadere di tutto. Sarebbe opportuna una task-force, ma soprattutto nuovi investimenti nella scuola. Non ultimo riferisce il sindacalista Dall'Agnese i dirigenti scolastici devono chiedere e ottenere sicurezza dai Comuni, facendosi recapitare l'agibilità delle scuole, nel caso di situazioni non a norma anche dal punto di vista sismico è utile denunciare l'irregolarità. Nel frattempo, si arranca a vista.

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