Bidello assunto a tempo pieno, da quattro mesi senza stipendio

D.B., 47 anni, deve chiedere alla madre i soldi per fare la spesa
«Assunto in ruolo dopo la precarietà, si sono dimenticati di me»

Il Messaggero Veneto del 30/10/2019

AVIANO. Assunto a tempo indeterminato il 1º settembre 2019 ma senza salario da quattro mesi: D. B. è un bidello di ruolo che condivide con decine di precari della scuola il calvario del conto corrente a secco. Ha rinunciato alla pizza con gli amici del venerdì sera e alle gite fuori porta nel fine settimana a Treviso. «Ho chiesto a mia madre i soldi della spesa - racconta D.B. , 47 anni e il posto di lavoro nelle scuole di Aviano -. È una situazione insostenibile: ho la rateizzazione dei costi della caldaia rotta in automatica sul conto corrente e non posso prelevare un euro. Lavoro e non guadagno: non esco con gli amici e non uso l'auto per risparmiare sul pieno». In giugno D.B. era precario e il contratto annuale di supplenza è scaduto: stop alle buste paga. «Sono stato assunto in ruolo in settembre dopo 15 anni di supplenze - ha aggiunto il bidello -. A 47 anni pensavo di essere uscito dal tunnel della precarietà: invece no. Lo stipendio di circa 1.150 euro mensili non arriva e sono creditore di due buste paga a tempo indeterminato». Stipendi in ritardo dal ministero dell'Istruzione. «L'appello è quello alla serietà - ha invocato tempi rapidi D. B. -. Il ministero dell'Istruzione deve considerare i dipendenti come persone che lavorano: non siamo numeri alla voce costi». Senza stipendio sono rimasti da settembre 2019 circa 400 precari nelle scuole in Friuli occidentale e Giuseppe Mancaniello, sindacalista Flc-Cgil, rilancia la protesta. «Vado avanti con il pressing negli uffici del Tesoro per accreditare le risorse salariali - ha detto Mancaniello -. Gli stipendi slittano anche perché le segreterie scolastiche sono sottorganico da 60 giorni nella Destra Tagliamento. Ci sono ancora istituti comprensivi a caccia di supplenti». Lo scenario: graduatorie esaurite nel sostegno, per le discipline tecniche e maestre introvabili per le supplenze, perché i precari pendolari da altre regioni ci pensano due volte prima di accettare l'incarico che costa soldi per la trasferta. Anche i bidelli e amministrativi Ata sono ricercati anche in regioni del sud per riempire i buchi in organico: assunti e la speranza di essere pagati slitta di un paio di mesi dal primo giorno di lavoro. «In Friuli occidentale il costo della vita è alto - hanno aggiunto Mancaniello e D.B. -. I salari in ritardo mettono nei guai le famiglie. Molti contratti di lavoro non sono stati inseriti online in settembre e il ritardo fa slittare gli accrediti salariali». La protestare a scuola si alza prima per la precarietà, poi per i salari bassi. «Siamo i "paria" di Stato - ha ironizzato il bidello -, in balia di una macchina amministrativa impazzita». Dita incrociate quindi sulle buste paga in novembre: è quasi scontato che le tredicesime slittino per precari e neo assunti a scuola. «Il ministero deve trovare coperture finanziarie - ha incalzato il bidello - per chi lavora». 

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