L'Inps ha sbagliato i conti a migliaia di pensionati in Fvg

Si ritrovano con assegni più bassi e cifre da restituire in due rate entro febbraio
La Cgil: per un errore nel programma informatico detratti anche più di 300 euro

Il Messaggero Veneto del 12 gennaio 2020

Udine. Brutta sorpresa per migliaia di pensionati Inps che, anche in Friuli Venezia Giulia, si sono ritrovati con cifre da restituire e con la pensione mensile ridotta di qualche decina di euro per l'anno in corso. Il pasticcio, perché di questo si tratta, è frutto di un errore forse informatico. Un errore che in regione potrebbe coinvolgere oltre 100 mila pensionati che percepiscono assegni che oscillano tra 1.405 e 2010 euro, da tre e fino a sei volte superiore al minimo. A loro sono stati detratti gli aumenti concessi dal governo Renzi e pagati lo scorso anno e quindi anche la rivalutazione dell'assegno per il 2020 risulta errata. «Voglio sperare che non siano tutte sbagliate» afferma Nazario Mazzotti della Cgil pensionati, auspicando che il pasticcio sia stato provocato da un'errata impostazione delle categorie. Tecnicismi a parte, l'Inps ha già chiesto la restituzione delle somme che impropriamente ha definito indebite in due rate, entro febbraio. «Qualcuno ha ricevuto anche 200 euro in meno» conferma Renata Della Ricca, la responsabile della Cisl friulana, evidenziando i disagi che si stanno creando soprattutto tra chi percepisce gli importi più bassi.Al momento non si sa con esattezza quanti pensionati siano rimasti coinvolti nel meccanismo. Sappiamo però che nel 2011, nelle fasce che oscillavano da un minimo di 1.405 a un massimo di 2.810 euro, si contavano più di 100 mila pensionati. Mazzotti cita un caso per tutti: a un pensionato che lo scorso anno percepiva 2.283 euro lorde di pensione gli è stato chiesto di restituire 167 euro, 83 a gennaio e altrettanti a febbraio. A seguito di questa detrazione, per l'anno in corso, gli è stata ricalcolata la pensione annuale in 2.277 euro quando invece dovrebbe risultare pari a 2.290. Perde, insomma, 13 euro per 13 mensilità. «L'Inps - insiste il sindacalista della Cgil - deve ricalcolare tutto, restituire i due recuperi di gennaio e febbraio e attribuire la giusta inflazione ai pensionati che sono stati penalizzati». La Cgil fa leva su questo punto perché l'Inps, pubblicamente, non si è mai scusato con i pensionati a cui ha detratto i soldi. «Il personale l'ha fatto agli sportelli dove molti pensionati continuano a chiedere informazioni». Mazzotti non ha dubbi: dai Caf all'Inps, in queste ore, continuano a fioccare le proteste. Le sedi stanno aspettando istruzioni dalla Direzione centrale su come rimborsare le trattenute indebitamente prelevate dalle pensioni. Non è escluso che la restituzione possa avvenire tra marzo e aprile di quest'anno. Queste però sono solo ipotesi che, al momento, non trovano conferma. Quello che appare certo è che i pensionati per rientrare in possesso delle somme che sono state prelevate, non sono chiamati a presentare alcun documento. L'Inps fa da sé.«L'Inps - insiste Mazzari - deve ricalcolare tutto, restituire i due recuperi di gennaio e febbraio e attribuire la giusta inflazione». La Cgil non fa sconti: «Comprendo che un errore possa accadere, ma prima di attivare il sistema informatico qualcuno avrebbe dovuto testarlo. Un dirigente Inps si sarebbe accorto subito che qualcosa non andava, invece ora a pagare sono sempre i pensionati». Non va dimenticato, infatti, che le maggiori cifre sono state detratte ai titolari delle pensioni più basse.

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