Anno di prova neo dirigenti scolastici: il ministero pubblica la circolare operativa

Discutibili le modalità di valutazione e il ruolo assegnato ai tutor. Denunciata dalla FLC CGIL l’assoluta mancanza di supporto nei primi cinque mesi di incarico.

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la circolare contenente le disposizioni operative per lo svolgimento delle attività previste per l’anno di prova dei dirigenti scolastici vincitori di concorso, già illustrata il 6 febbraio 2020 alle organizzazioni sindacali rappresentative della dirigenza scolastica nel corso di uno specifico incontro.

Com’è noto, la modifica della procedura concorsuale ha eliminato il corso di formazione dirigenziale e tirocinio finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali e culturali dei candidati, sostituendolo con un’attività di supporto costante e qualificato ai neo dirigenti durante l’anno di prova.

L’art. 1, comma 3, del decreto 956/2019, che ha definito la natura di tali attività, sottolinea che il periodo di formazione e prova assolve alle finalità di sviluppare, rafforzare e verificare le competenze professionali del dirigente scolastico, osservate nell’azione svolta presso le istituzioni scolastiche di assegnazione da un tutor esperto a cui viene affidato il compito di esercitare ogni utile forma di ascolto, consulenza e collaborazione per migliorare la qualità e l’efficacia dell’azione dirigenziale.

Le disposizioni operative illustrate dalla circolare sono invece totalmente curvate sulla valutazione e documentazione del periodo di formazione e prova dei dirigenti scolastici neo assunti e basate sulla mera descrizione delle diverse fasi di un processo valutativo che nulla ha a che fare con quella necessaria attività di ascolto, consulenza e collaborazione che avrebbe dovuto supportare il primo anno di servizio del dirigente scolastico.

Nell’incontro avevamo sottolineato che il supporto da dare ai neo dirigenti scolastici in formazione dovrebbe avere una funzione assolutamente diversa da quella prevista dalla procedura di valutazione dei dirigenti scolastici, peraltro oggetto di una necessaria revisione dopo la firma del CCNL area dirigenziale 18 luglio 2019 che ne fa una materia oggetto di confronto nazionale.

I primi cinque mesi dell’anno scolastico, i più difficili e impegnativi, sono trascorsi senza che i neo dirigenti scolastici abbiano potuto fruire di alcun supporto né da parte degli uffici regionali e territoriali dell’amministrazione, né da parte dei colleghi tutor che in alcuni casi vengono nominati in queste settimane e ancora non hanno potuto stabilire alcun contatto con i neo dirigenti loro assegnati.

A questo ritardo, che sta alimentando forte disagio tra i neo dirigenti, si aggiunge ora un procedimento di valutazione incentrato su un mero adempimento burocratico anziché sulla necessaria azione di guida esperta e supervisione sul campo che il tutor avrebbe dovuto assicurare.

Riteniamo che ad un neo dirigente scolastico in formazione non possano essere richieste l’auto - riflessione e la rendicontazione sulle azioni dirigenziali attivate in quattro ambiti di competenze fondamentali, perché quelle competenze sono in via di costruzione e andrebbero semmai sviluppate, rafforzate e verificate attraverso l’osservazione diretta svolta presso le istituzioni scolastiche di assegnazione, come era indicato nel decreto.

Appare perciò inutile, a nostro avviso, la produzione di documentazione cartacea sulle azioni più significative intraprese dal neo dirigente, che avevamo chiesto all’amministrazione di eliminare, in quanto funzionale ad una capacità di autovalutazione che il neo dirigente scolastico in formazione non ha ancora acquisito.

Si tratta dell’ennesima occasione persa di offrire ai neo dirigenti scolastici il supporto qualificato necessario ad affrontare le numerose problematiche con cui ogni giorno essi si confrontano nella gestione di scuole sempre più complesse.

Quel supporto che la FLC CGIL continuerà a fornire, sostenendo il difficile lavoro dei dirigenti scolastici e assicurando l’impegno del sindacato a garanzia della trasparenza e della oggettività della valutazione del loro lavoro.

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