INVALSI e Alternanza diventano obbligatori per l'accesso agli Esami di Stato

Nessun ripensamento da parte del Governo, solo modifiche al (futuro) curriculum dello studente.
Roma, 13 febbraio - L'estromissione dei risultati delle prove INVALSI
dal curriculum dello studente rappresenta indubbiamente un passo in
avanti per il pieno riconoscimento del ruolo dei docenti e degli organi
collegiali della scuola quali unici responsabili della valutazione dei
processi formativi degli alunni. Del resto, le prove INVALSI, concepite
per altri scopi, non hanno nessun valore didattico.



Si tratta però di una scelta debole e residuale, non in grado di
invertire la tendenza degli ultimi anni di un pesante rafforzamento dei
test standardizzati per la valutazione degli apprendimenti. Infatti, le
prove INVALSI diventano obbligatorie per l'accesso all'Esame di Stato.
Tale scelta è quest’anno davvero incomprensibile visto che il curriculum
dello studente, documento il cui format non è ancora noto ma che
dovrebbe associare il profilo dello studente ad una identità digitale,
non sarà nemmeno utilizzato. Per questo ribadiamo la richiesta di
eliminazione delle prove INVALSI come requisito di accesso all'esame e
il superamento dei test censuari.



Persino più grave è la situazione dell’alternanza scuola lavoro, ora
PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento). In
questo caso la frequenza è obbligatoria per l'accesso, il colloquio
dell'esame prevede una parte rilevante dedicata a questi percorsi e, nel
futuro curriculum dello studente saranno indicate le competenze, le
conoscenze e le abilità, anche professionali, acquisite nelle attività
di PCTO, anche ai fini dell'orientamento e dell'accesso al mondo del
lavoro.



Si tratta da un lato, di scelte sbagliate e, dall'altro, di forzature
che non rispettano l'autonomia progettuale delle scuole e le diverse
condizioni economiche e produttive del territorio. Perfino le recenti
vicende legate alle condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro
denunciano l'errore di una attività che diventa stimolante e produttiva
se scelta e programmata dai docenti e si trasforma in esperienza
negativa se è obbligata e imposta dall'alto.



Su questo tema chiediamo un deciso cambio di rotta.

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