C’è un ribaltone in vista per i precari A beneficiarne gli insegnanti del Sud




Il Messaggero Veneto 23.02.2010
Il 95 per cento degli insegnanti precari inseriti “a pettine” e con riserva nelle graduatorie di Pordenone arriva dal Sud della Penisola.
Il prossimo anno la riserva sarà sciolta, con il previsto ribaltone negli elenchi: i docenti provenienti dal meridione scavalcheranno centinaia di colleghi nordestini e in parte appartnenenti al territorio del Friuli occidentale. La guerra dei ricorsi al Tar del Lazio pone, dunque, un serio punto interrogativo sui posti di lavoro.
«Sono 80 gli inclusi a pettine con riserva, nelle graduatorie provinciali a esaurimento - ha confermato l’Ufficio scolastico di Pordenone -. A quanto risulta le ordinanze cautelari che fanno stato solo tra le parti, sono tutte impugnate dal ministero dell’Istruzione al Consiglio di Stato con esiti, al momento non completamente conosciuti. Si è registrata una evoluzione normativa di cui il Tar del Lazio, in attesa della decisione di merito così pure il Consiglio di Stato, non potrà non tener conto. I ricorrenti avranno diritto “ex lege” all’inserimento a pettine senza riserva dal primo settembre 2011».
E’ confermato l’inserimento in coda per l’annata di incarichi e supplenze 2010-2011. «L’ex provveditorato - dicono ancora, al gran numero di insegnanti interessati alla vertenza, allo sportello sindacale dei precari Flc-Cgil - sta valutando di procedere, dando esecuzione alle ordinanze cautelari. Per l’inserimento a “pettine” degli aventi titolo all’inclusione, tenuto conto delle sentenze del Consiglio di Stato sulle ordinanze cautelari in questione. Nello stato attuale, non è possibile dare esecuzione a tali ordinanze».
Nel 2010-2011 il sali e scendi in graduatoria dei precari abilitati sarà possibile soltanto in due casi. «Aggiornamento dei punteggi individuali - ha anticipato il sindacalista Flc-Cgil Gianfranco Dall’Agnese con Carla Franza -. Oppure trasferimento in una sola provincia, con inserimento in base al punteggio». (c.b.)


Articolo tratto da: FLC CGIL Pordenone - http://www.flcpn.it/
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