Tutor e orientatore: informativa al MIM sul DM per l’ a.s. 2025/2026

Si confermano tutte le criticità degli anni precedenti. Per la FLC CGIL il DM è illegittimo e valuterà ogni iniziativa utile, anche sul piano legale, per tutelare e garantire le prerogative e della contrattazione e degli organi collegiali


FLC GIL Nazionale del 18/12/2025

In data 17 dicembre 2025 il MIM ha fornito l’informativa sul DM in via di emanazione relativo ai criteri di riparto e le modalità di utilizzo dei finanziamenti destinati alla retribuzione del docente tutor ed orientatore delle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado per l’a.s. 2025/26.

Il DM conferma gli stessi criteri e le stese risorse stanziate l’anno scorso. Per riconoscere la funzione di tutor e orientatore alle scuole verranno distribuiti 84.000.000 euro proporzionalmente al numero degli studenti iscritti.

Un ulteriore finanziamento pari a 182.277.500 euro a valere sulle risorse PN “Scuola e competenze” 2021-2027 verrà assegnato alle scuole che ne faranno richiesta, previa adesione ad avviso pubblico, per l’attivazione di specifici percorsi e moduli formativi di orientamento nell’ambito dei quali possono essere retribuiti i docenti individuati con incarico di tutor in base alle ore e alle attività aggiuntive svolte sia come esperto sia come tutor d’aula.

Come già anticipato dalla nota MIM 6548 del 12 dicembre 2025, il compenso per l’orientatore sarà pari a 1.500 euro lordo stato (1.130 euro lordo dipendente); per i tutor il compenso – da definire in contrattazione d’istituto – dovrà essere compreso tra un valore minimo pari a 1.550 euro lordo Stato (1.168 lordo dipendente) e un valore massimo pari a 2.725 euro lordo Stato (2.053 lordo dipendente).

Le valutazioni della FLC CGIL

Il DM conferma per l’a.s. 2025/26 tutte le criticità già presenti l’anno scorso. Innanzitutto uno stanziamento di risorse dimezzato rispetto al primo anno di introduzione delle figure di orientatore e tutor, per cui per integrare le risorse mancanti e riconoscere lo stesso compenso le scuole dovranno attingere ai finanziamenti europei avviando specifici progetti di attività aggiuntive per i tutor.

Si ribadiscono i condizionamenti nei confronti del collegio docenti, tenuto ad individuare un numero massimo di tutor per scuola impedendo di fatto di poter assegnare questa funzione ad ogni singola classe, e le limitazioni alla contrattazione di scuola che non può liberamente definire i compensi da attribuire a tutor e orientatore.

Inoltre non si tiene conto che, ai sensi dell’art. 46 del CCNL 2019/21, spetta alla contrattazione integrativa nazionale definire modalità e criteri di utilizzo dei finanziamenti destinati al personale impegnato nelle diverse attività compreso il tutor.

La FLC CGIL, da ultimo, ha chiesto di precisare che le eventuali economie relative alle risorse non spese negli anni precedenti, ai sensi dell’art. 78 c. 2 lett. d) del CCNL 2019/21, confluiscono nel Fmof e possono essere utilizzate anche per altre finalità. Su questo ultimo punto l’Amministrazione si è riservata di approfondire.