La FLC CGIL esprime la propria solidarietà al sindacato degli insegnanti del Nord-Est della Siria e al popolo curdo

La FLC CGIL denuncia con forza l’inerzia della comunità internazionale e l’assenza di strumenti efficaci di tutela per le popolazioni civili e per chi garantisce servizi pubblici essenziali come l’istruzione.


FLC CGIL 29/01/2026

La FLC CGIL ha espresso la propria piena solidarietà alla Union of Teachers of North-East Syria (UTNES) e al popolo curdo, duramente colpiti dalla grave escalation di violenza che sta interessando le regioni autonome del Nord e dell’Est della Siria, note come Rojava.

Dal mese di gennaio, l’area è teatro di attacchi militari condotti da gruppi armati e forze mercenarie legate alla Turchia, che stanno mettendo a rischio la sicurezza delle comunità civili e compromettendo gravemente il diritto all’istruzione. Scuole chiuse o distrutte, insegnanti costretti alla fuga o perseguitati, migliaia di studenti privati dell’accesso all’educazione: è questo il drammatico bilancio di un conflitto che colpisce al cuore il sistema educativo e il futuro delle nuove generazioni.

Sotto attacco non vi è soltanto una popolazione, ma un’esperienza politica e sociale fondata sulla partecipazione democratica dal basso, sulla convivenza tra i popoli, sull’uguaglianza di genere e sul rispetto delle differenze culturali. Colpire le scuole e l’istruzione significa tentare di smantellare un modello di società basato sull’autodeterminazione e sulla costruzione collettiva dei diritti.

La FLC CGIL denuncia con forza l’inerzia della comunità internazionale e l’assenza di strumenti efficaci di tutela per le popolazioni civili e per chi garantisce servizi pubblici essenziali come l’istruzione. Il lavoro educativo, il ruolo delle insegnanti e degli insegnanti e la difesa delle lingue, delle culture e delle identità dei popoli rappresentano un presidio fondamentale di democrazia e di pace.

Nel solco del proprio impegno internazionalista, la FLC CGIL ribadisce la volontà di rafforzare le reti di solidarietà con UTNES e con le comunità del Rojava, sostenendo la richiesta di una cessazione immediata delle violenze e il diritto del popolo curdo all’autodeterminazione politica, sociale ed educativa.