Emergenza sanitaria e inclusione scolastica: possibilità di attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali

Una nota del Ministero dell’Istruzione chiarisce che non si tratta di un automatismo ma di un’opportunità. Le attività potranno coinvolgere anche altri alunni.

In riferimento alle disposizioni del DPCM 2 Marzo 2021, che all’articolo 43 conferma la possibilità, per le scuole che attuano modalità di insegnamento “a distanza”, di svolgere attività in presenza rivolte agli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, la Direzione generale per lo Studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico, con la nota 662 del 12 marzo 2021 indirizzata agli uffici periferici e alle scuole, indica i criteri che devono orientare la progettazione scolastica.

La nota chiarisce che l’attività didattica in presenza non costituisce un automatismo, bensì un’opportunità, una scelta finalizzata all’effettiva inclusione scolastica, contemperando le misure di protezione anticontagio con le esigenze formative degli alunni, coerentemente con il piano educativo individualizzato e/o con il piano didattico personalizzato.

A tal fine, la progettazione potrà prevedere il coinvolgimento, insieme agli alunni con disabilità o con bisogni educati speciali, di gruppi di coetanei appartenenti allo stesso gruppo classe o sezione, secondo modalità e soluzioni flessibili, di carattere didattico e organizzativo, che le scuole nella loro autonomia riterranno di adottare, in base al DPR 275/1999 e nel rispetto della sovranità degli organi collegiali.

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